Intervista a Maria Cecilia Guerra, sottosegretario di Stato al Ministero LPS

A pochi mesi dal suo mandato, Guerra fa il punto della situazione




Azione di sistema, integrazione e comunicazione, le tre aree d’intervento privilegiate dal Ministero del Lavoro e delle politiche sociali e illustrate da Maria Cecilia Guerra, sottosegretario di Stato dallo scorso dicembre.
Professore ordinario di Scienza delle Finanze presso la Facoltà di Economia “Marco Biagi” dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Guerra ha coordinato gruppi di lavoro per la Consob, il Cnel, il Formez e svolto ricerche in collaborazione, tra gli altri, con la Regione Emilia Romagna e con il Comune di Modena su temi della sanità, della finanza e delle politiche sociali.
Per gli ISMA il Sottosegretario ha delineato i primi mesi di gestione del welfare.
 

Al convegno “La diffusione dei servizi alla persona nella trasformazione del Welfare” Lei ha presentato l’Azione di sistema e parlato d’investimento nella qualificazione del lavoro legato alla cura della persona. Un progetto a tutto campo?
L’“Azione di sistema" sui servizi alla persona” è un progetto particolare che ha coinvolto tutte le regioni italiane attraverso un finanziamento in parte europeo, in parte con fondi italiani e una grossa quota di cofinanziamento delle regioni stesse. La volontà è stata quella di costruire una rete di sportelli del lavoro che hanno la funzione di favorire l’incontro tra domanda e offerta e di mettere insieme questi progetti e un’ampia batteria d’incentivi differenziati territorialmente.
Il tema del lavoro di cura è un esempio importante per le Politiche sociali perché risponde ai bisogni delle persone ed è un mercato in cui non sempre è garantito l’incontro fra domanda e offerta, ma è possibile fare un in vestimento specifico nella formazione delle persone che molto spesso sono badanti straniere che lavorano dando il loro contributo.

Il portale www.integrazionemigranti.gov.it. Un supporto a doppio senso?
Esatto. Da un lato il portale è uno strumento messo a disposizione dei migranti perché contiene un insieme molto ampio d’informazioni che riguardano sia la disponibilità di servizi presenti sul territorio, sia la possibilità di seguire corsi di lingua italiana, di accedere a tutta la normativa vigente e di conoscere l’insieme di associazioni, organismi a cui ci si può rivolgere per i più svariati bisogni.
Dall’altro lo stesso tipo di informazioni è fruibile anche degli operatori che a vario titolo entrano in contatto con l’immigrazione e che pertanto di frequente hanno bisogno di sapere con chi stanno collaborando. Il portale che abbiamo messo in campo è oltretutto uno strumento utile a mettere in evidenza agli occhi delle amministrazioni problematiche non ancora affrontata da nessuno. Allo stesso tempo permette la trasmissione di buone pratiche.
L’obiettivo fondamentale e comune a tutte le articolazioni del progetto resta favorire l’integrazione.

Il Ministero ha recentemente presentato un rapporto sugli indici di integrazione. Qual è il valore aggiunto dell’indagine?
Gli indici di integrazione forniscono informazioni preziose su tanti aspetti che vanno dal lavoro alla scuola, all’inserimento sociale ad altre attività territoriali. Offrono uno spaccato piuttosto complesso della realtà migratoria e consentono d’individuare le zone d’Italia che meglio hanno affrontato la sfida dell’ integrazione e quelle meno.

Con l’Istat sono state avviate indagini SIRC (sistema informativo rete di rilevazione comunale) parallele. Cosa significa?
Come Ministero del lavoro e delle politiche sociali nelle sue diverse articolazioni stiamo investendo molto sulla conoscenza.
In questo senso abbiamo finanziato in collaborazione con l’Istat un approfondimento specifico delle indagini SIRC sulle condizioni di vita e di reddito delle famiglie autoctone, ma anche migranti. Da gennaio siamo quindi in grado di avere indicazioni duplici e fare comparazioni tra queste due realtà in modo statisticamente significativo.

Comunicare l’immigrazione”. Questo volume presentato di recente come s’inserisce nella rete d’interventi messi in campo dal Ministero e nelle sue prossime prospettive ?
L’handbook è una guida specifica per chi vuole comunicare nel campo dell’immigrazione. Faremo un investimento specifico sulla formazione dei comunicatori (giornalisti, operatori della radio, della televisione) attraverso seminari e - in collaborazione con l’Ordine dei giornalisti – attiveremo a breve una springschool diretta da esperti provenienti dal mondo accademico, dell’amministrazione e dell’organizzazione.
La comunicazione assume un ruolo fondamentale perché effettivamente l’immagine e le informazioni che abbiamo del fenomeno migratorio e non solo passano per una rappresentazione mediatica che fin troppo spesso assume toni allarmistici e punti di vista radicali. Risulta quindi indispensabile impegnarsi affinché in futuro il Paese possa fruire di una comunicazione informata, aggiornata e oggettiva.


5 Marzo 2012